il Vino
Un
"molto abondante castello di vino, oglio e d'altri frutti", diceva di
Suvereto un frate bolognese in viaggio per la
Maremma verso la metà del Cinquecento.
Terra di vino Suvereto lo è sempre stata. Più alimento che bevanda, il vino, per i suoi contadini, per secoli. Anche dopo che
Elisa Bonaparte, effimera e spigliata signora di
Piombino, intuendone le potenzialità, aveva fatto impiantare un moderno vigneto
"alla maniera di Bordeaux".
Finché poi la millenaria tradizione si è schiusa in una vitivinicoltura fiorente e moderna, che, con la istituzione della
DOC Val di Cornia (1989), si è imposta all'attenzione dei mercati nazionali ed internazionali, fino al riconoscimento ufficiale, nel 2000, di una
specifica sottozona "Suvereto", dedicata ad un
vino rosso di grande pregio. L'innesto, reso intelligente e raffinato dal lavoro di enologi di altissimo livello, del
cabernet, del
merlot, del
sirah e di altri vitigni, sulla spiccata vocazione storica per il
sangiovese; lo straordinario sviluppo delle aziende; i prestigiosi riconoscimenti internazionali ottenuti dai loro vini, simboleggiano l'incontro vincente di tradizione e innovazione, che è la cifra stessa di questa produzione.
Un tessuto fitto e vivace di piccole e medie aziende, che uniscono la qualità naturale del prodotto all'uso delle tecniche più moderne, la qualità ambientale del territorio all'impegno diretto e alla passione delle famiglie coltivatrici, è il segno stesso di questa "terra del vino". La presenza di
enoteche e luoghi di degustazione nei vecchi vicoli del borgo e le numerose manifestazioni dedicate all'enogastronomia completano festosamente una vocazione antica e modernissima.

